Corri per CVM

Conero Running ha deciso di sostenere il progetto “Domestic workers” di CVM.
Iscrivendoti, insieme possiamo dire basta alla schiavitù moderna.
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 Comunità Volontari per il Mondo – CVM è un organismo di volontariato internazionale di ispirazione cristiana fondato nel 1978 da un gruppo di volontari rientrati dall’Africa e dall’America Latina. Da quasi 40 anni CVM promuove nel Sud del mondo progetti di sviluppo e, in Italia, iniziative di sensibilizzazione sui problemi dello squilibrio fra Paesi. Oggi CVM opera in Etiopia e Tanzania, a sostegno delle donne che accompagna, attraverso progetti specifici, nella consapevolezza dei propri diritti: salute, istruzione e lavoro. CVM si impegna anche a favore degli orfani di strada, che sono 800.000 in Etiopia, 1.100.000 in Tanzania. Con CVM i bambini hanno la possibilità di tornare in famiglia e a scuola. L’approvvigionamento d’acqua in Etiopia rappresenta una pietra miliare del CVM. La filosofia è aiutare le comunità a reperire acqua potabile e promuovere buone prassi igienico-sanitarie.

In Etiopia, ed in particolare nella Regione Amhara, l’età media per il matrimonio è di 14 anni. In Tanzania 2 bambine su 5 si sposano sotto i 18 anni e il 25% di queste ha almeno un figlio. Il fallimento di matrimoni così precoci porta molte bambine a perdere l’appoggio delle reti sociali tradizionali e a ritrovarsi sole nel ricercare forme alternative di sostentamento. Il 12% delle bambine tra i 10-14 anni che non vivono più con i loro genitori sono coinvolte in lavori domestici.
Disporre di una domestica è frequente nei contesti urbani, di conseguenza la ricerca di questo lavoro è associata ad un percorso di migrazione interna dalle aree rurali.  Domestiche lavorando in contesti non soggetti a regolamentazione, finiscono con l’essere condannate all’invisibilità e pesanti violazioni dei diritti umani: ore di lavoro eccessive, tempo di riposo insufficiente, stipendi bassi o  assenti, violenze e abusi. Le domestiche sono inoltre costrette nei propri movimenti e comunicazioni.
Non andranno più a scuola. Non vedranno più le amiche. Probabilmente non vedranno mai più la famiglia di origine. Non potrà più comunicare con loro. Lavoreranno tutti i giorni per guadagnare 18 euro al mese che lo stesso procacciatore spedirà a casa. Non avranno nessuna sicurezza, né tutela contrattuale. Non solo, ciò che rischiano è tanto, troppo per delle bambine: le ragazzine vengono spesso picchiate, abusate ed esposte al contagio dell’HIV. E così scompaiono rapidamente dal mondo. E’ un universo invisibile quello della schiavitù femminile in Tanzania a cui CVM sta cercando di fare fronte. Le stime parlano di oltre un milione tra donne e bambine, ma potrebbero essere molte di più (almeno una famiglia su otto tiene in casa delle “schiave”). Una moderna forma di schiavitù, senza catene.